Lo scarto concettuale tra Life is Strange e Tell Me Why è già evidente nelle diverse fasi della vita in cui si trovano protagonisti. GameSoul non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Dopo l’annuncio di Tell Me Why, parafrasando un famoso sketch di un trio comico italiano che non citeremo (ma che tanto avete già intuito), abbiamo definitivamente capito che Dontnod Entertainment aveva e ha sempre avuto gli attributi cubici nel raccontare storie dotate di un certo carattere e capaci di avere un impatto, a livello emotivo e sociale, sulle persone. Il supposto antagonista è privo di mordente, la scelta conclusiva non è coerente con le verità emerse nel corso del gioco e persino provandole entrambe, la differenza è talmente minima da non avere granché peso. con cui condivide parzialmente il nucleo tematico. Quando si parla di avventure interattive, molti sono gli sviluppatori che hanno sfruttato il videogioco per raccontare le loro storie, e altrettanti sono coloro che hanno lasciato un segno nel cuore degli appassionati. Questa differenza ha le sue conseguenze nel gameplay. Questi scenari così ampi danno spesso l’occasione a Dontnod di giocare con le soluzioni registiche e rappresentare nello spazio il rapporto tra i due gemelli, ora avvicinandoli e ora ponendoli agli estremi di un’inquadratura. Per quanto il gioco sia per certi versi crudo nella sua rappresentazione dei rapporti umani, è proprio la comprensione, come passo precedente all’accettazione, a modulare il flebile messaggio di speranza di Tell Me Why. . E questa chiara intenzione di non dividere il mondo in schieramenti, si riflette su un altro dei grandi temi del gioco: quello della rappresentazione delle persone transgender. È difficile empatizzare con lui, mentre è un po’ più facile entrare nei panni di Alyson, sebbene abbia a sua volta una certa reticenza ad aprire gli occhi – ma è più comprensibile, considerata la sua situazione. C’è un’infanzia difficile ma la via di fuga si trova in una narrazione fiabesca parallela. Come in tutte le avventure grafiche di Dontnod, anche in Tell Me Why è possibile scegliere differenti risposte che influenzeranno in maniera più o meno incisiva i rapporti tra i personaggi e soprattutto quello tra i gemelli. Definire l’esperienza di Tell Me Why è ovviamente riconducibile e identificabile nei passati lavori di Dontnod, pur essendo un titolo che espone se stesso attraverso le tematiche delicate che racconta. Il doppiaggio dei personaggi, infatti, è generalmente sopra la media e con alcuni picchi di eccellenza nell’interpretazione di Alyson e Tyler, la cui voce è prestata dall’attore transgender August Aiden Black. Il primo capitolo si concentra molto sul personaggio di Tyler, centrale per ovvie ragioni, e tratta molto bene la sua persona, il suo dilemma con se stesso e il timore di non essere accettato. Da oggi è possibile accedere al primo dei tre episodi che saranno pubblicati con cadenza settimanale: ve ne parliamo nella nostra recensione. Per questo pensiamo che Tell Me Why meriterebbe una possibilità anche da parte di chi non pratica il genere delle avventure grafiche considerato che i tre episodi (in uscita il 27 agosto e il 3 il 10 settembre) saranno anche disponibili su Game Pass. L’uso dei poteri, nel caso specifico poter rivivere determinati ricordi e la telepatia, sono più personali e meno direttamente impattanti sul mondo esterno come invece potevano essere la telecinesi di Daniel e il controllo del tempo di Max. Quello che si può fare è tentare di comprendere e scegliere una narrazione soggettiva che permetta di adattarsi alla realtà e andare avanti. Tell Me Why – Longevità Non si tratta di un titolo particolarmente longevo, anzi per finirlo sono sufficienti dalle 7 alle 9 ore . . Gli stessi personaggi, benché godano di una caratterizzazione superiore a quella di Life is Strange 2, a volte danno l’idea di non essere sfruttati appieno nel loro potenziale, privandoli di quelle sfumature che Dontnod ha dimostrato di saper offrire. Come in tutte le avventure grafiche di Dontnod, anche in Tell Me Why è possibile scegliere differenti risposte che influenzeranno in maniera più o meno incisiva i rapporti tra i personaggi e soprattutto quello tra i gemelli. È anche vero che questi sono tutti facoltativi e che sbloccano solo degli Obiettivi (Xbox One), ma fanno pur sempre parte della storia. 2020-08-27 18:00; Aggiornato 2020-08-27 18:12; Fabrizia Malgieri Please enter your username or email address. Il giocatore, ora al controllo di Tyler, ora nei panni di Alyson, dovrà esplorare alcuni ambienti, interagendo con … Che si tratti di rappresentare un intreccio di rapporto famigliari, o una condizione di marginalità o un percorso complesso come quello di una persona transgender, il gioco non prende mai scorciatoie, evitando accuratamente di trasformare i propri personaggi in figure bidimensionali definite solo dalla propria identità di genere, dalla propria appartenenza a una comunità rurale o dalla propria fede religiosa. Dontnod Entertainment is back with a thrilling story, Tell Me Why, which tells the journey of two brothers to discover their past. Dove prima c’era Maxine Caulfield, ancora liceale della Blackwell Academy, qui troviamo due protagonisti ormai 20/enni; se Before the Storm parlava di ribellione, qui c’è invece accettazione. Lo scarto concettuale tra Life is Strange e Tell Me Why è già evidente nelle. Mettere in scena un’aggressione transfobica sarebbe stata una buona scorciatoia, ad esempio, ma non è questo l’approccio che il gioco ha scelto cercando volutamente di evitare i luoghi comuni. Tell Me Why, pur non essendo decisamente un gioco insufficiente, non può che lasciare il giocatore con l’amaro in bocca, come se i ragazzi di Dontnod avessero voluto fare il classico passo più lungo della gamba. Qualcosa che in più di un’occasione si sente forzata. In conclusione, Tell Me Why è un buon gioco ma gli manca qualcosa per poter essere di più. Il gameplay di Tell Me Why gode di piccole aggiunte che lo ravvivano. Gli sviluppatori, tra l’altro, si sono anche avvalsi dell’organizzazione GLAAD, impegnata proprio sul fronte del racconto che viene fatto sui media anche delle persone transgender. E questa chiara intenzione di non dividere il mondo in schieramenti, si riflette su un altro dei grandi temi del gioco: quello della rappresentazione delle persone transgender. Di fronte a tanti stereotipi e tropi narrativi nella rappresentazione delle persone LGBTQ+ in cui è facile imbattersi, è interessante notare come Dontnod non sbatta in faccia ai giocatori l’identità di genere di un personaggio per usarla come uno shock value, fra i tanti, della sua produzione solo per farla apparire particolarmente impegnata o alla moda. Anche qui, però, c’è sempre un meccanismo di compensazione. La rappresentazione di una persona transgender all’interno del gioco poteva molto facilmente trasformarsi in una scelta politica (da questo punto di vista ci sono temi trattati esplicitamente in questo modo come quello ambientale e delle minoranze etniche) ma così non è. L’aspetto politico non è una causa ma un effetto inevitabile del racconto quando Tell Me Why affronta lo stigma sociale che è costretto ad affrontare chi ha attraversato o sta attraversando un percorso di transizione. GameSoul.it - Copyright © 2011 - 2016. Di fronte all’imbarazzo, alle gaffe, ai giudizi e a volte alle microaggressioni degli abitanti della piccola comunità nei confronti di Tyler, la reazione da parte dei gemelli è quella di umana comprensione che finisce inevitabilmente per riflettersi suoi suoi interlocutori. Di fronte all’imbarazzo, alle gaffe, ai giudizi e a volte alle microaggressioni degli abitanti della piccola comunità nei confronti di Tyler, la reazione da parte dei gemelli è quella di umana comprensione che finisce inevitabilmente per riflettersi suoi suoi interlocutori. Persino di fronte a delle evidenze narrative che dimostrano il contrario, ovvero quanto Mary-Ann invece tenesse ai figli, c’è questa chiusura a voler vedere una realtà diversa da quello che i suoi ricordi raccontano. In un servizio che viene spesso definito come “il Netflix dei videogiochi”, le avventure seriali di Dontnod (e altri sviluppatori) potrebbero trovare una nuova casa. Questo meccanismo di differenze nella somiglianza regola tutto il mondo di Tell Me Why: la piccola comunità di Delos Crossing, in Alaska, i suoi abitanti, i protagonisti e la loro storia. Se con la seconda stagione di LiS gli sviluppatori avevano compiuto un deciso (ma discutibile in termini di realizzazione) passo avanti in termini di tematiche sociali come motore del progetto, con quest’ultimo ne compiono uno ulteriore e si muovono su un terreno molto delicato: Tyler è infatti un trans female to male, ovvero una ragazza che sta compiendo il percorso di transizione per diventare un ragazzo. Un promemoria sicuramente attuale e di grande valore soprattutto in questo esatto momento storico. Anche in questo caso incorriamo in qualche inciampo a causa di una localizzazione a volte imprecisa, mentre la colonna sonora pur non risultando memorabile come in passato fa bene il suo lavoro accompagnando le diverse fasi di gioco senza mai stonare: non emerge appieno ma nemmeno fallisce nell’adeguarsi ai suoi ritmi. Tell Me Why Recensione Xbox One | Sempre più spesso si parla di rappresentazione e integrazione di minoranze all’interno dei vari media. La divisione a episodi non ha sicuramente aiutato, non solo per il numero contenuto degli stessi ma anche e soprattutto per la necessità di dover creare in ciascuno quell’effetto stupore e meraviglia che tengano il giocatore incollato allo schermo. Per quanto i personaggi siano il fulcro centrale del gioco, le loro animazioni sono ben lontane dalla qualità di alcune produzioni tripla A. Anche qui, però, c’è sempre un meccanismo di compensazione. Volendo mettere da parte questo dettaglio, rimane comunque una storia sfilacciata che soprattutto sul finale sembra banalizzare quanto fatto fino a quel momento. fra i tanti, della sua produzione solo per farla apparire particolarmente impegnata o alla moda. Per i temi che affronta e soprattutto per il modo con cui vengono trattati, Tell Me Why rappresenta per Dontnod una prova di maturità superata decisamente con successo. Per quanto l’ossatura del gameplay di Tell Me Why sia piuttosto esile, i pochi elementi interattivi riescono a tradurre in gameplay i temi del gioco. Tell Me Why è la nuova avventura narrativa di DONTNOD Entertainment, lo studio che ha creato la serie tanto acclamata di Life Is Strange. Tyler ed Alyson Ronan sono gemelli ma hanno approcci differenti verso il mondo. Dontnod scende di nuovo in campo con un’avventura narrativa sulla falsariga di Life is Strange che tuttavia non fa parte della serie e assume un’identità propria: stiamo parlando di Tell Me Why, videogioco a episodi che racconta la storia dei gemelli Tyler ed Alyson Ronan nella loro ricerca della verità sul proprio tragico passato. , di sfumature della stessa tonalità. La sensazione è che Dontnod si sia aggrovigliata in una trama dove ha cercato di mescolare thriller, sovrannaturale e dramma, gestendo discretamente alcuni segmenti ma perdendosi nel tentativo di creare un filo conduttore: viene a mancare quella semplicità (che non significa banalità) dell’originale Life is Strange, i cui guizzi narrativi sono ancora oggi superiori sia a Tell Me Why sia a Life is Strange 2. Finalmente riuniti, i due devono affrontare il loro doloroso passato vendendo la casa di famiglia e scoprendo che forse i loro ricordi potrebbero non riflettere i fatti realmente accaduti. Ambientato in una cittadina dell'Alaska, Tell Me Why presenta personaggi realistici, temi seri e scelte coinvolgenti. è stato presentato come il primo gioco con un protagonista transgender. Il tocco di Dontnod si nota e sente fin da subito nella musica, nelle ambientazioni, nel modo di parlare dei personaggi. Ne deriva un’esperienza narrativamente più funzionante in alcune sue singole parti che nell’insieme, ma ravvivata nella sua struttura ludica – che pur offrendo bene o male lo stesso gameplay lo rinfresca con l’aggiunta di occasionali enigmi. E ancora, ci sono personaggi che tentano di rimanere se stessi anche davanti agli stravolgimenti della vita. Tell Me Why è il nuovo videogioco realizzato da DONTNOD Entertainment, gli stessi creatori di Life Is Strange, per PC e Xbox One.Il titolo è giocabile tramite Game Pass, il servizio in abbonamento di Microsoft.Tell Me Why racconta la storia di due fratelli che si ritroveranno insieme per fare luce sul loro passato misterioso e scoprire la verità. La formula ludica di Tell Me Why, ovviamente, non è stata cambiata di una virgola. Tell Me Why è una storia di differenze nella somiglianza, di sfumature della stessa tonalità. Da un punto di vista puramente videoludico Tell Me Why si presenta come le già note opere Dontnod. Ho avuto un rapporto controverso con Dontnod, sin dalla sua definitiva ascesa sul mercato avvenuta nel 2015 con Life is Strange. Si tratta, però, di passaggi non troppo frequenti e sarebbe stato interessante vedere più puzzle di questo tipo, anche se è la stessa logica interna del mondo del gioco a giustificarne la presenza limitata. Anche questo titolo paga un po’ il peccato originale di tutte le avventure grafiche di Dontnod, ovvero la difficoltà di trovare una formula di gameplay stimolante e coinvolgente che possa essere integrata comunque in maniera logica all’interno del mondo del gioco. Questi scenari così ampi danno spesso l’occasione a Dontnod di giocare con le soluzioni registiche e rappresentare nello spazio il rapporto tra i due gemelli, ora avvicinandoli e ora ponendoli agli estremi di un’inquadratura. Difetti come questo e una realizzazione tecnica a volte claudicante (ma compensata dello stile artistico), diventano comunque a nostro avviso secondari in proporzione al risultato finale che Dontnod è riuscita a raggiungere. Ori and the Will of the Wisps – Recensione. Dove prima c’era Maxine Caulfield, ancora liceale della Blackwell Academy, qui troviamo due protagonisti ormai 20/enni; se Before the Storm parlava di ribellione, qui c’è invece accettazione. Per quanto, in generale, la realizzazione sia molto pulita, abbiamo comunque notato delle sbavature soprattutto nel primo episodio con cambi repentini di inquadratura quando si interagisce con certi oggetti, personaggi che corrono sul protagonista quando questo si ferma a esaminare qualcosa. Inizia così un’indagine personale per scavare nel passato e cercare di scoprire la verità su quella tragica notte, nonché su loro stessi. In un servizio che viene spesso definito come “il Netflix dei videogiochi”, le avventure seriali di Dontnod (e altri sviluppatori) potrebbero trovare una nuova casa. Una menzione speciale va fatta alla casa della famiglia Ronan che si affaccia su un enorme lago (ghiacciato durante il periodo della storia) e con all’orizzonte massicci montuosi innevati. Tell Me Why parla della storia di due fratelli gemelli, che dopo molti anni di distanza, si riuniscono per vendere la casa della madre. Queste lacune vengono però colmate dalle stile visuale con cui le ambientazioni sono state realizzate. considerato che i tre episodi (in uscita il 27 agosto e il 3 il 10 settembre) saranno anche disponibili su, Il coinvolgimento di Microsoft Studio Publishing in Tell Me Why sembra essere promettente anche per poter fare di Game Pass. Sotto il profilo tecnico c’è poco da aggiungere oltre a un comparto grafico migliore, capace di sfruttare al meglio i paesaggi invernali dell’Alaska. In questi momenti, il gioco strappa il velo della finzione per mostrare uno squarcio estremamente reale e vertiginosamente umano: la verità non è sempre negli eventi ma in come questi eventi vengono vissuti. Tutto questo ha occasionalmente spezzato la sospensione di incredulità. Questo meccanismo di differenze nella somiglianza regola tutto il mondo di Tell Me Why: la piccola comunità di Delos Crossing, in Alaska, i suoi abitanti, i protagonisti e la loro storia. Come un’altra recente avventura grafica a episodi che si è conclusa quest’anno, ovvero Kentucky Route Zero con cui condivide parzialmente il nucleo tematico, Tell Me Why mostra come, in tempi incerti, è la comunità che permette a un individuo di salvarsi, anche se il racconto avviene con una qualità negativa rispetto al titolo di Cardboard Computer. Recensione di Salvatore Cardone. Tante piccole cose – Recensione Tell Me Why Episodio 2. L'unico sollievo che emerge da Tell Me Why è proprio il rapporto che i due gemelli, a lungo rimasti lontani, provano a ristabilire, pronti a (ri)scoprirsi a vicenda, Non è un percorso facile, in quanto ciascuno di loro porta con sé un bagaglio di sofferenze e incertezze che quella notte indimenticabile - quella in cui la loro mamma, Mary-Ann, muore - ha lasciato nelle loro anime. Per questo motivo, a cinque anni dal primo Life Is Strange (2015), Tell Me Why ci ha dato l’idea di essere la prova di maturità dello studio francese. Saremo alle prese ancora una volta con un’avventura grafica moderna in quale dovremmo esplorare svariate zone, dialogare con i vari NPC ed risolvere di … Scelta peculiare è stata quella di inserire un personaggio protagonista transgender, impegnandosi nel voler dare un segnale positivo e di maggiore inclusione delle persone LGBT nei videogiochi. Non è un caso che i gruppi relativi all’esclusione sociale, soprattutto da qualche anno a questa parte, si stiano facendo sentire in vari show, serie tv e film. Tratta di questi temi mentre racconta una storia interessante che incanta e lascia spesso sorpresi. Il doppiaggio dei personaggi, infatti, è generalmente sopra la media e con alcuni picchi di eccellenza nell’interpretazione di Alyson e Tyler, la cui voce è prestata dall’attore transgender August Aiden Black. Tell Me Why è suddiviso in tre capitoli e noterete fin da subito che gli argomenti scelti dal team verranno trattati con una certa accortezza e garbo. Le meccaniche di gioco riescono a trasporre bene questi temi all’interno del gameplay, anche se il ruolo da osservatore ritagliato a chi gioca, diventa a volte fin troppo stretto, ad eccezione di alcuni puzzle molto interessanti ma altrettanti rari. D’altronde, non è un caso se, in maniera costante durante l’avventura. Tell Me Why ci ha messo davanti a diversi problemi sociali e di forma sempre più matura come.i problemi sociali, quello famigliari e problemi di natura mentale. Prima degli eventi della storia, Tyler ha infatti iniziato il processo di transizione che gli permette di poter esprimere pienamente la propria identità di genere. saminare oggetti, leggere documenti e afferrare i dettagli disseminati dagli sviluppatori nelle ambientazioni richiede una predisposizione indispensabile se ci si vuole avvicinare a Tell Me Why. Il rischio che una storia del genere si trasformasse in un manifesto politico era alto, ma così non è: le storie dei personaggi non vengono mai piegate o distorte dalla necessità di mandare un messaggio o tracciare una visione del mondo decisa a priori. Come già ampiamente descritto nella recensione del primo episodio, Tell Me Why narra la storia di due gemelli, Tyler e Alyson Ronan, ricongiunti dopo anni e decisi a scoprire la verità sul loro passato, compresa quella che riguarda la morte della loro madre Mary-Ann. Nel complesso ci riteniamo abbastanza soddisfatti del lavoro svolto da Dontnod, ci sono però alcuni inciampi lungo il percorso che impediscono al gioco di brillare come forse avrebbe potuto. In questo thriller intimistico, i gemelli Tyler e Alyson Ronan usano il loro legame speciale per svelare i misteri della loro infanzia travagliata. Se c’è una cosa che adoro dello studio di sviluppo Dontnod Enteratainment è la loro versatilità: stiamo parlando delle menti dietro a progetti come Remember Me, Vampyr e il più blasonato Life is Strange.