Luigi Chiatti è conosciuto come il mostro di Foligno perché fra il 1992 e il 1993 uccise due bambini, uno di 2 ed uno di 13 anni. Guida ai regali più belli, Gli ultimi sondaggi: le intenzioni di voto, Marco Vannini, storia di un omicidio e di un processo, Palamara, Davigo, Csm: a tenere in piedi la giustizia non basta più un'impalcatura, Il vaccino contro il Covid è già in vendita in Italia, Tutto quello che dovete sapere sul comeback dei BTS, Pescatori abbandonati in Libia: il giallo della responsabilità politica, Il piano terapeutico tedesco che prescrive l'idrossiclorochina, Tutti gli stipendi dei calciatori di serie A. Antonio Rossi, vero nome di Luigi, nacque il 27 Febbraio del 1968 e, dopo l’abbandono della madre che non poteva mantenerlo, fu trasferito nell’orfanotrofio vicino a Narni. L’ultima di queste rivalutazioni è avvenuta in questi giorni, e non è stata a favore dell’omicida. Luigi Chiatti nasce il 27 Febbraio del 1968. Il giudice Cristina Lampis si è riservata ma il verdetto potrebbe arrivare nelle prossime settimane. Al termine di questo primo periodo infatti la pericolosità sociale di Chiatti dovrà essere infatti valutata nuovamente. "L'ho perdonato - ha ripetuto oggi Luciano, il padre della piccola vittima - perché subì delle violenze dopo essere stato abbandonato in orfanotrofio dalla madre. Luigi Chiatti, ribattezzato dalle cronache "il mostro di Foligno" ha finito oggi di scontare la sua pena per gli omicidi di Simone Allegretti, 4 anni, e Lorenzo Paolucci, 13. Nel 1972 venne adottato dal medico Ermanno Chiatti e la moglie Giacoma Ponti, residenti a Foligno. Ma non tornerà libero. Chiatti si è presentato in aula accompagnato dall’avvocato Salvatore Casula (sostituto di Guido Bacino) e scortato dalla Penitenziaria ma la difesa non ha depositato alcuna relazione e non ha sollecitato al giudice la liberazione dell’internato. Nato come Antonio Rossi, era il figlio di una giovane cameriera che, non potendo provvedere a lui, lo abbandonò poco dopo la nascita. Luigi Chiatti, la lettera del mostro di Foligno: «Chiedo scusa per Simone e Lorenzo, oggi sono diverso» La lettera a venticinque anni dai delitti: «Non rifarei mai quello che ho fatto». Il 28 dicembre Passati anche questi primi tre anni la sua pericolosità sociale dovrà essere nuovamente valutata e se accertata la 'custodia' verrà prorogata. Luigi Chiatti. (ANSA). Ma non tornerà libero. I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. Ricordo però che nel processo chiese di non essere lasciato libero o avrebbe ucciso ancora. Il primo dicembre 1994 cominciò il processo a carico di Luigi Chiatti, accusato dell’omicidio di Simone Allegretti e Lorenzo Paolucci. Oggi sono una persona diversa” Con una lunga lettera inviata all’Unione sarda, il geometra folignate si è detto “immensamente addolorato” e ha chiesto di “dare un senso al sacrificio delle due vittime” Oggi a Palazzo Chigi, sarà firmato un codice di comportamento delle tv per quanto riguarda i minori. Dopo oltre vent’anni Luigi Chiatti – il ’mostro di Foligno’ che tra il 1992 e il 1993 uccise Simone Allegretti, 4 anni, e Lorenzo Paolucci, di 13, – si mostra, tornando in aula, al tribunale di Sorveglianza di Cagliari per l’udienza sulla verifica della pericolosità sociale che lo tiene, dal 2015, internato nella Rems di Capoterra in Sardegna. Luigi Chiatti in realtà nacque come Antonio Rossi, figlio di Marisa Rossi, una giovane cameriera che, non avendo disponibilità economiche per accudire il figlio, lo abbandonò dopo la nascita. FOLIGNO – Luigi Chiatti, il cosiddetto “mostro di Foligno”, oggi è uscito dal carcere ma non tornerà libero. La misura di sicurezza venne imposta nella sentenza del 1996 con cui la Corte d’assise d’appello di Perugia, stabilì che, una volta espiata la pena di trent’anni ( scontati a 27 per l’indulto), a Chiatti dovesse essere applicata la misura di sicurezza di due anni, poi da verificare. Una delle strutture più rigorose d’Italia. Luigi Chiatti al tribunale di Sorveglianza di Cagliari (foto L’Unione Sarda) Perugia, 16 luglio 2020 - Capelli bianchi, lo sguardo fisso nel vuoto, ... oggi 51enne ancora pericoloso. La trasmissione di Raitre ha proposto in prima serata un montaggio delle immagini della deposizione di Chiatti in una giornata in cui il palinsensto di "Un giorno in pretura" prevedeva una puntata su una ragazza stuprata e uccisa a Ivrea e senza che la Rai avesse annunciato alcuna variazione.