Lasciavamo fare all’ammalato quello che voleva, ed egli camminava per la stanza nel suo strano costume, inconsapevole del tutto di attendere la morte. Ma io credo che quella fiducia che rendeva tanto dolce la vita, sarebbe continuata magari fino ad oggi, se mio padre non fosse morto. Guarda! Ma mio padre non volle, dichiarando che odiava i medici quanto i becchini, e non prese neppure la medicina prescrittagli perchè anch’essa gli ricordava medici e becchini. In fatto di distrazione egli differiva da me per un certo suo libretto in cui notava tutto quello ch’egli voleva ricordare e che rivedeva più volte al giorno. Io piangevo lui e me, e me solo perchè era morto lui. Oh, quanto lo vorrei! Un’altra volta, invece, l’infermiere [p. 70 modifica]che aveva sentita la raccomandazione del medico, volle impedirgli di levarsi dal letto, ma allora mio padre si ribellò. Ma egli correva avanti instancabile. M’allontanò dicendomi che gli ricordavo la morte e i suoi piaceri. Dopo la morte di mio padre mi sono recata soltanto una volta a "La Miniera" per accompagnare in visita un fisico di passaggio a Desio. Poi si rivolse a me: Mi abbandonò per un istante, ma ritornò subito a me: Il dottore incoraggiato da tanta mitezza mi esortò a dirgli che si sforzasse di restare più a lungo nel letto. Se riesci a sentire questo è più facile cercare di non cedere alla cecità del dolore e conservare intatti i suoi insegnamenti, sorrisi e abbracci. Debbo dire qui, che sono sicuro che non è per quelle parole che io odio il dottor Coprosich. Spero di star bene a fine quarantena” La bielorussa è imbattuta da quindici partite. [p. 46 modifica]Maria, la nostra cameriera, m’aspettava alla finestra e sentendomi avvicinare gridò nell’oscurità: Maria era una di quelle fantesche come non se ne trovano più. — Siamo noi due soli a questo mondo e volevo vederti prima di coricarmi. Muore mio padre. — fece lui sconcertato. E invece di starmi a sentire egli gridò di nuovo a Carlo: Non aveva riposo. Tutt’altro! — Non le pare sia una cattiva azione di farlo ritornare in sè? Il suo gemito era cessato, ma la sua insensibilità era assoluta. Basterà non dirgli ch’è moribondo ed egli non lo saprà. Poi scivolò sul letto e di là sul pavimento. Io non so perchè non abbia chiamato subito il dottore. S’era dedicato molto alla medicina legale e, per quanto fosse notoriamente un buonissimo italiano, gli venivano affidate dalle imperial regie autorità le perizie più importanti. Non lo sapevo morto, ma mi si contrasse il cuore dal dolore della punizione ch’egli, moribondo, aveva voluto darmi. Una sera scoppiò: [p. 44 modifica]. Io avevo già vista la morte su quella faccia sconvolta dal dolore e non speravo più. Far redigere per ischerzo un certificato munito di bolli? Egli s’era seduto sulla poltrona accanto alla finestra e guardava traverso i vetri, nella notte chiara, il cielo tutto stellato. ../Il fumo Anzi pare che la mite donna abbia dovuto intervenire talvolta violentemente per tenere a freno il marito. — Non vede che la respirazione s’è già modificata? Credo ch’egli sentisse, perchè il suo gemito si fece più fioco ed egli stornò l’occhio dalla parete di faccia come se avesse tentato di vedermi; ma non arrivò a rivolgerlo a me. Capisco ora perchè egli mi avesse detto ciò. A lui, che m’aveva già accusato di aver mancato di affetto per mio padre! [p. 52 modifica]. [p. 43 modifica]. — Andiamo a letto! È un caso gravissimo. Certo sarà accompagnata dal senso della felicità e del riposo visto che la ricomposizione è tanto faticosa. Egli si moveva liberamente nella stanza e aveva cominciata la sua corsa in cerca d’aria, dal letto alla poltrona. Invece la notte scorsa, dopo di aver passata parte della giornata di ieri a raccogliere questi miei ricordi, [p. 65 modifica]ebbi un sogno vivissimo che mi riportò con un salto enorme, attraverso il tempo, a quei giorni. Ci può invece toccare di peggio: potrebbe cioè impazzire. Guardandoci, avevamo ambedue lo stesso sorriso di compatimento, reso in lui più acido da una viva paterna ansietà per il mio avvenire; in me, invece, tutto indulgenza, sicuro com’ero che le sue debolezze oramai erano prive di conseguenze, tant’è vero ch’io le attribuivo in parte all’età. Finalmente mio padre vi si decise, ma la sua larga faccia serena s’oscurò. La mia faccia significava solo considerazione e rispetto. Beveva anche discretamente; da gentleman, di sera, a cena, tanto da essere sicuro di trovare il sonno pronto non appena posata la testa sul guanciale. Metteva mensilmente alla Cassa di Risparmio una parte della sua paga per i suoi vecchi anni, risparmi che però non le servirono perchè essa morì in casa nostra poco dopo il mio matrimonio sempre lavorando. Il mio pensiero corre ad Aprile 2020,alla scomparsa di mio padre per Covid e poi mesi dopo, di mio nonno, entrambi morti da soli. — rispose seccamente. Vanno così le locomotive che trascinano dei pesi enormi: emettono degli sbuffi regolari che poi s’accelerano e finiscono in una sosta, anche quella una sosta minacciosa perchè chi ascolta può temere di veder finire la macchina e il suo traino a precipizio a valle. Ricupererà di sicuro un po’ della sua coscienza, forse per impazzire. E questo fu il premio della mia faticosa e innocua commediola. Camminai per qualche minuto per il viale, nel freddo, a capo scoperto, pestando irosamente i piedi nella neve alta. Erano degli occhi spiacevoli allora. Ma secondo lui, il fumo e l’alcool erano dei buoni medicinali. Lui morto non c’era piú una dimane ove collocare il proposito. La stanza di mio padre, non grande, era ammobiliata un po’ troppo. Del resto era un malato inquieto, ma mite. Quando mi vide, sorrise e mi domandò: Non credo che la mia risposta lo raggiungesse. Ma il periodo riprendeva sempre circa eguale, un periodo musicale di una tristezza infinita, così privo di colore. Maria mi raccontò di aver sentito il suo lamento e di essere arrivata in tempo per impedirgli di cadere dal letto. La cosa non fu facile perchè dovetti sottomettermi perciò a lunghe e minuziose disamine. Non era questo il mio dovere? Un’altra sua debolezza gli dava dell’importanza: quando levava gli occhiali (e lo faceva sempre quando voleva meditare) i suoi occhi accecati guardavano accanto o al disopra del suo interlocutore e avevano il curioso aspetto degli occhi privi di colore di una statua, minacciosi o, forse, ironici. CC BY-SA 3.0 Vedrai come ti convinceranno. Il mio dolore non era solo egoistico come potrebbe sembrare da queste parole. La poverina fece ogni sforzo per calmare i suoi singulti. Egli evitava di affrontare il mio scetticismo: una lotta troppo difficile per lui in [p. 49 modifica]quel momento; ma riteneva di poter attaccarlo mitemente di fianco come conveniva ad un malato. E rimasto solo (strano anche questo!) Subito mio padre tentò di ribaltarsi verso la sponda del letto per sottrarsi alla mia pressione e levarsi. I miei sforzi per diventare migliore non erano stati fatti per dare una soddisfazione a lui? Quando il medico ritornò, egli si lasciò esaminare tentando persino di respirare più profondamente come gli si domandava. «15-4-1890 ore 4 1/2. Il figlio di Andrea Pirlo ha deciso di pubblicare alcune delle minacce e insulti che lui e suo padre ricevono ogni giorno. Dichiarai che qualunque fosse stata la sua ultima volontà io mi vi sarei adattato. — Come sarebbe bene se riuscissimo di tenerlo a letto. Magari l’avessi assistito meglio e pianto meno! Entrai nel giardino che circonda la nostra villa. Scrivendo, anzi incidendo sulla carta tali dolorosi ricordi, scopro che l’immagine che m’ossessionò al primo mio tentativo di vedere nel mio passato, quella locomotiva che trascina una sequela di vagoni su per un’erta, io l’ebbi per la prima volta ascoltando da quel sofà il respiro di mio padre. È ciò ch’io non seppi mai perdonargli. La coscienza dell’infermo non sarà mai tanto chiara da fargli comprendere il suo stato. Ebbi però un’altra smorfia di disgusto. Ma intanto bastò a tranquillarmi perchè la gioia mi parve un segno di salute. Passai alcune ore gettato su un sofà, mentre Maria stava seduta accanto al letto. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 21 lug 2016 alle 05:18. Quando lo scorgo così indebolito e incerto camminare per le vie in cerca di un poco d’attività e d’aria, in me, ancora adesso, si rinnova l’avversione. Mi ha insegnato, mi ha aiutato, mi ha ispirato… Poi c’è Francesca, la mia ragazza. Fui destato da Maria. — Che vuoi farci? M’accorsi per la prima volta che la parte più importante e decisiva della mia vita giaceva dietro di me, irrimediabilmente. Quindi per tapparsi meglio la bocca, vi ficcò un mozzicone di sigaro che accese e che lasciò subito spegnere. Ciao a tutti, il 28/03/2016 è morto mio padre dopo L’infermiere disse qualche cosa al medico che [p. 63 modifica]annuì. Poco dopo ero a letto, ma non seppi chiuder occhio. È una grande fatica prepararsi ad un combattimento. Ottenutolo, portai trionfalmente quel certificato a mio padre, ma egli non seppe riderne.