Queste correnti influiranno sul movimento studentesco, insieme al movimento operaio, nelle lotte degli anni ’70 in Italia.
La critica dello spettacolo è quindi la critica dell’ “ideologia” della società delle merci. E’ essenziale comunque gettare tutta la propria passione nella continua ricerca di una condotta che spacchi l’esistente, di una condotta che ti permetta di giocare con i ruoli e su di essi (contro di essi) senza mai accettarne la corazza. Per una breve introduzione ad uso di chi poco o nulla sa di questa corrente ultra minoritaria che ha attraversato le lotte degli anni 67-77, ci avvaliamo di questo breve testo, tratto da una tesi di laurea sull’argomento di una giovane compagna. – critica dei ruoli: espressa sia nei confronti di quelli prodotti dalla società (familiari, economici, istituzionali), sia di quelli che si profilavano all’interno dei rapporti comunitari (capo, gregario, maschio, femmina, ecc.). Il gruppo comontista si caratterizzò rispetto agli altri gruppi dell’area della critica radicale per la sua sperimentazione di una dimensione di vitacomunitaria, nelle varie città dove realizzò le sue “sedi”; la radicalità formale espressa all’esterno coincideva con una radicalità “tribale” all’interno che però, alla lunga, mise alla prova, la capacità di resistenza dei suoi stessi membri. diffamazioni, calunnie e denunce da parte della stampa, dei gruppi extraparlamentari e dalla magistratura. – critica della merce: concretizzata nel rifiuto di accumulare valore, vivendo con indifferenza sia il lusso, esercitato come dissipazione, che le ristrettezze, affrontate con indifferente ironia, il tutto accompagnato da una pratica generalizzata di espropriazione, prevalentemente esercitata nel taccheggio presso supermercati e librerie. – critica della politica: quindi del leaderismo, del militantismo, del partito degli specialisti. Le definizioni “sinistra” (anche “ultra”), “centro”, “destra” e così via rappresentano solo le forme spettacolari che si danno i vari rackets alla ricerca del proprio potere. confluirà poi nel ‘72 in “Comontismo”. Spesso risulta estremamente difficile scollarsi dai ruoli che i rapporti sociali t’impongono e che tutti sembrano richiederti. Tale comunità avrebbe dovuto essere l’espressione della nascente “classe umana”, erede storica del proletariato rivoluzionario, negatrice del “capitale” e del dominio delle cose sugli uomini. Concludendo merita una menzione particolare Riccardo D’Este, fondatore di Comontismo. Sono lotte tra rackets, come dicevo, che non mettono minimamente in discussione la natura stessa del racket, né potrebbero farlo poiché combattere contro ogni forma di rackettizzazione significa combattere il cuore stesso del sistema sul terreno sociale ed all’interno di ciascuno di noi, per far esplodere il bisogno di socialità, di vita, di comunismo, ciò che è realmente irrecuperabile dal capitale. Un progetto così radicale ed estremo non poteva reggere a lungo e sfuggire ai limiti della sua minoritarietà, anche se in qualche modo aveva anticipato molte delle caratteristiche e delle modalità che il movimento di lotta del’77 avrebbe espresso in seguito. E nel gioco della perpetuazione del sistema di dominio capitalista è importante che vi siano continue false contrapposizioni, falsi scontri per celare sotto le cortine fumose delle ideologie il senso del vero scontro: tra umanità e capitale. Il Progetto Critica Radicale è di raccogliere e pubblicare i materiali prodotti dai gruppi e dagli individui che si sono riconosciuti in quelle idee.» La corrente radicale italiana fu un prodotto del movimento del ’67-’68. Il soggetto rivoluzionario non è quindi l’operaio, come sosteneva la sinistra operaista, bensì l’uomo che liberandosi dal lavoro con tutti i mezzi, riprende possesso dei suoi reali bisogni. Una parte di O.C. Le lotte politiche sono esemplari in questo senso. La presa del potere da parte di una classe particolare, quella operaia, magari gestita da un partito che pretende di parlare in suo nome. Gli individui che ne avevano fatto parte presero strade diverse. Nel ’70 esce a Milano il “Bollettino N°3” che porta come titolo: “Ludd/Consigli proletari”. L'unico modo di abbattere l'alienazione sarà la rivoluzione. In sostanza, la critica femminista radicale propose una visione della relazione uomo-donna, caratterizzata da un’ideologia dell’oggettivazione sessuale, nel senso che secondo questa prospettiva, gli uomini si pongono come soggetti e le donne come oggetti, in un rapporto che supporta e giustifica il controllo sessuale maschile e la violenza contro di esse. L’obiettivo immediato quindi delle lotte che divampano nel corso degli anni ‘67-‘70 è, per i protagonisti di questa corrente, quello di “distruggere”, di “fermare” la macchina capitalista ovunque possibile; non si trattava di ricostruire, di trasformare, di riformare alcunché, ma essenzialmente di abbattere, irreversibilmente, tutti gli aspetti dello stato delle cose: la struttura produttiva e di classe così come i costumi e le mentalità. Qui prosegue, in particolare con l’articolo “L’utopia capitalista”, il tentativo di produrre un’elaborazione teorica originale in grado di tener conto delle novità dell’esistente e delle lotte dell’epoca. Per conto mio cerco di essere un rivoluzionario, riuscendovi talora. ", Lega degli operai e degli studenti – Genova. Significa quel gruppo molecolare che rappresenta un tutto, il quale procede, nelle sostituzioni e nelle combinazioni, alla maniera di un corpo semplice. Insomma, sia pure schematicamente, spero di averti spiegato perché non mi considero di “sinistra”, né appartenente a qualsiasi parrocchia politica, i cui aderenti uniscono in sé l’adesione alla Weltanschauung proposta dai ministri del culto e la repressione dei propri bisogni essenziali, che sacrificano sull’altare del potere, da gestire o da conquistare. Spesso risulta estremamente difficile scollarsi dai ruoli che i rapporti sociali t’impongono e che tutti sembrano richiederti. Per una breve introduzione ad uso di chi poco o nulla sa di questa corrente ultra minoritaria che ha attraversato le lotte degli anni 67-77, ci avvaliamo di questo breve testo, tratto da una tesi di laurea sull’argomento di una giovane compagna Organizzazione Consigliare aveva esteso il programma organizzativo a categorie fino ad allora giudicate impraticabili, come la teppa e la criminalità. Nello stesso tempo Ludd stabiliva rapporti di discussione e confronto con “Collettivo Politico Metropolitano”, “Lotta Continua”, I.S., neoanarchici. Vita quotidiana e impegno politico nell’Italia degli anni ’70, lo intervistò nel ‘76 per raccogliere “un’esperienza oltre la politica”. Questi “Bollettini” provano l’esistenza, soprattutto a Genova e a Milano, ma anche in altre città, di gruppi che assieme a un tentativo di approfondimento teorico vivevano una “pratica rivoluzionaria” all’esterno del gruppo, nelle situazioni di lotta, e nel gruppo stesso, attuando, con tutte le difficoltà e le contraddizioni che si possono immaginare, quella critica della “vita quotidiana” e quella ricerca della trasparenza nei rapporti personali che il movimento rivoluzionario aveva posto all’ordine del giorno. – critica dei ruoli: espressa sia nei confronti di quelli prodotti dalla società (familiari, economici, istituzionali), sia di quelli che si profilavano all’interno dei rapporti comunitari (capo, gregario, maschio, femmina, ecc.). Qui prosegue, in particolare con l’articolo “L’utopia capitalista”, il tentativo di produrre un’elaborazione teorica originale in grado di tener conto delle novità dell’esistente e delle lotte dell’epoca. http://www.nelvento.net/riccardodeste/index.html, Ludd, Organizzazione consiliare e Comontismo : Elenco documentazione – Altri doc correlati, Articoli, frammenti, schegge di libri corsari. L’ultimo è il volantino di autoscioglimento del gruppo. E la rivoluzione sociale, comunista, non ha nulla da spartire con la politica, anzi ne sarà, e lo è già nel suo scavare quotidiano, la negazione, in quanto superamento radicale ed abolizione del pensiero morto accumulato; e la politica è comunque pensiero del potere, presente o auspicato, ed è perciò pensiero (nonché pratica) amministrante, coazione alla sopravvivenza. Il “capitale” quindi, per la critica radicale, è diventato la rappresentazione assoluta: tutto quello che gli uomini possono fare si rappresenta in esso. Comontismo fu l’ultimo tentativo di formazione di un gruppo organizzato da parte dell’area della critica radicale. Le persecuzioni sistematiche da parte non solo degli organi di stato, ma anche dei vari partiti e gruppuscoli, specie stalinisti, spinsero progressivamente, e soprattutto a Milano, queste minoranze rivoluzionarie in una specie di semi-clandestinità rendendo sempre meno agibili, o agibili solo con azioni di forza, gli spazi pubblici. Concludendo merita una menzione particolare Riccardo D’Este, fondatore di Comontismo. Che agisce in profondità, spec. E’ chiaro che, oggi come allora, il valore non sta nella distruzione stessa, ma nella rivolta che saprà trasformarsi in progetto positivo.”. Da tali presupposti derivavano una serie di principi comportamentali, le cui conseguenze pratiche si manifestavano in un completo stravolgimento della vita degli individui: – la critica della proprietà si esprimeva nella rinuncia radicale alla proprietà individuale secondo il principio: “tutto in comune, nulla di personale”, in quanto la proprietà personale era considerata un cedimento al “feticismo mercantile”. *a proposito di questa esperienza è stato realizzato recentemente, con la collaborazione di alcuni degli stessi protagonisti dell’epoca e con la regia di Marilena Moretti, un film-documentario: La Rivoluzione non è una cosa seria, “Acheronte” e “Organizzazione Consiliare”. Arendt pensava che Eichmann fosse un burocrate ordinario, se non addirittura noios o. Uno che, stando alle sue parole, non era “né perverso, né sadico”, ma “spaventosamente normale”. Il movimento di negazione deve realizzarsi allora nel rifiuto della “società del capitale”, nel rifiuto del lavoro e della “quotidianità” inserita nella logica di mercato. Non ci si può identificare in null’altro che non sia il nostro processo di negazione (del valore in processo, cioè del capitale). Copia tutto il codice e incollalo all'interno del contenuto del tuo sito. Continuando la navigazione si accetta il loro utilizzzo. Il bollettino porta, tra l’altro, gli atti di una riunione organizzata da ICO (Informations Correspondances Ouvrières) a Bruxelles nel luglio ’69; vi parteciparono gruppi francesi (tra i quali “Noir et Rouge”), belgi, italiani, portoghesi, americani. In particolare i primi nuclei di “comunismo radicale” sorsero nella turbolenza delle occupazioni scolastiche e universitarie. “Una vitalità disordinata, prorompente e lucida… Dentro-fuori la galera con spavalderia; compagni, gruppi, azioni, trent’anni di vita” . Nello stesso tempo, nell’analisi dei comontisti, la condizione proletaria tende a generalizzarsi, le nuove classi medie (il «terziario») tendono a vivere una condizione di sfruttamento e di alienazione analoga a quella del proletariato. La critica del consumismo aveva assunto inizialmente l’aspetto della critica dell’industria culturale: come tale si era sviluppata in Germania, ad opera della “Scuola di Francoforte”, mentre negli USA si era manifestata come movimento della cultura alternativa, che esprimeva compiutamente i contenuti dei movimenti giovanili di contestazione di quel periodo (provos, beatnik, mods e rockers, blouson noir, etc.) Anche nel tempo libero, oltre che sul lavoro, l’uomo è asservito alle esigenze di realizzazione del plusvalore e di riproduzione del sistema; la produzione, la circolazione e il consumo delle merci diventano “l’unicum” che informa tutte le coscienze e “l’ideologia”, cioè “la falsa coscienza del mondo e di sé”, che domina le relazioni umane, diviene vera e propria forza materiale, forza direttamente produttiva, che condiziona la mente di tutti. Il concetto del capitalismo come somma di rappresentazioni coincide con quello elaborato in Francia nel decennio precedente dall’ Internazionale Situazionista, la cui attività aveva avuto negli avvenimenti del maggio francese la massima risonanza, ovvero col concetto di “società dello spettacolo”. -i 1. critica, protesta radicale, specialmente nei confronti di una struttura istituzionale della società (scuola, famiglia, chiesa ecc. confluirà poi nel ‘72 in “Comontismo”. La critica del consumismo aveva assunto inizialmente l’aspetto della critica dell’industria culturale: come tale si era sviluppata in Germania, ad opera della “Scuola di Francoforte”, mentre negli USA si era manifestata come movimento della cultura alternativa, che esprimeva compiutamente i contenuti dei movimenti giovanili di contestazione di quel periodo (provos, beatnik, mods e rockers, blouson noir, etc.) Questa documentazione costituisce la base per la pubblicazione cartacea La Critica Radicale in Italia edita da Nautilus, di cui è uscito il primo volume. radicale. Ma è in Francia, con il situazionismo, che tale critica raggiunge la sua espressione più matura. A differenza degli intellettuali dell’area della critica radicale, D’Este fu soprattutto uomo d’azione, se così si può dire per un uomo che visse sempre nelle lotte e nello scontro con la società che lo circondava, immerso nelle contraddizioni del proprio voler essere rivoluzionario, come se non si potesse essere altrimenti per poter vivere. All Rights Reserved. Questo fatto, la violenza di alcuni volantini distribuiti in varie occasioni e interventi praticati a vari livelli, attirarono presto su O.C. Nei testi si fa riferimento ai Consigli proletari e all’autogestione generalizzata “intesa come collettivizzazione di tutto l’esistente: dal controllo sulle macchine alla fine del lavoro salariato, dall’organizzazione della libera distribuzione dei prodotti alla socializzazione delle informazioni, dei piaceri, dei desideri”.